I più importanti conservatori italiani /I

imageQualche numero, per cominciare questo approfondimento: attualmente in Italia operano 56 conservatori, con la maggior parte delle presenze al nord (la regione che ospita più istituti è il Veneto: ne ha 7). Il più antico (ad aver operato continuativamente come conservatorio) è però dall’altro lato della nazione, trattandosi del prestigioso Vincenzo Bellini a Palermo, che esiste dal 1721.

E a proposito di prestigio, i prossimi articoli di questo sito saranno appunto dedicati ad approfondire alcuni dei più importanti luoghi per l’apprendimento della musica nello Stivale.

  • Bologna: il Giovanni Battista Martini. Fondato nel 1802 con l’intenzione di ospitare solo studenti della Grassa e insegnanti abitanti in città, fu diretto per una decina d’anni nientemeno che da Gioachino Rossini, ma rimane famoso per due “gran rifiuti”: sia Donizetti che Mascagni non vollero dirigere le sue attività quando era ancora, semplicemente, un liceo musicale.
  • Genova: il Niccolò Paganini. Come molti altri conservatori, è nato come scuola gratuita di canto. Il suo anno di fondazione risale al 1829. Fra gli istituti del suo tipo, è arricchito da una biblioteca, ricchissima: oltre 50.000 volumi, molte migliaia dei quali sono antichi e preziosi.
  • Mantova: il Lucio Campiani. Il più antico del Nord Italia ancora in funzione, è addirittura stato fondato da un capo di stato estero: Maria Teresa d’Austria, madre di Maria Antonietta, decise per l’istituzione del Campiani quando Mantova ricadeva ancora sotto il dominio dell’impero austro-ungarico.
  • Milano: il Giuseppe Verdi. Nato da un altro intervento a favore delle arti da parte di Maria Teresa d’Austria, ha avuto fortuna grazie a un altro importante politico: Napoleone, aumentando le tasse nella nuova capitale della Repubblica Cisalpina, procurò i fondi per la costruzione di una struttura dedicata allo studio e alla pratica della musica. Molto prestigioso, vanta fra i suoi allievi celebri l’indimenticato Claudio Abbado, insieme a Riccardo Muti, Ludovico Einaudi, Giovanni Allevi e il virtuoso Ramin Bahrami.

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