I più importanti conservatori italiani /II

scuolamCon la continuazione dell’approfondimento sui più prestigiosi istituti musicali d’Italia arriva anche una precisazione: questa lista non vuole avere carattere di completezza (non sarebbe possibile, visto che ogni conservatorio è storico e di per sé un unicum nella scena nazionale!) ma solo evidenziare situazioni degne di nota per storia o particolarità.

  • Napoli: San Pietro a Majella. Nasce dall’esperienza cittadina di tre precedenti conservatori, i più antichi d’Europa: Santa Maria di Loreto, Pietà dei Turchini e Poveri di Gesù Cristo. Tutti e tre erano stati costituiti in epoca medieval-rinascimentale con l’originaria missione di dare educazione a bambini poveri o orfani.

Dall’esperienza di insegnamento dei conservatori napoletani è nata l’opera lirica come genere musicale, e questi hanno avuto il merito di formare moltissimi compositori e musicisti rimasti immortali: il pianista Aldo Ciccolini, i compositori Vincenzo Bellini, Giovanni Paisiello, Ruggero Leoncavallo, Giuseppe Martucci, Francesco Cilea, il musicologo Roberto De Simone, i musicisti Renato Carosone e Enzo Avitabile… La lista è lunga!

  • Roma: Santa Cecilia. Da non confondersi con l’omonima Accademia, la più antica istituzione musicale al mondo, è stato fondato nel 1875 e vanta fra i suoi ex allievi più celebri il premio Oscar Ennio Morricone. La sua sede storica è in via Vittoria, in pieno centro nella Capitale. Non è insolito camminare per le vie del Tridente e sentire note lontane di allievi nel bel mezzo di una prova.
  • Palermo: il Vincenzo Bellini. Antichissimo e prestigioso, la sua creazione risale al 1721, ma già dal 1617 era noto col nome di Istituto dei Figliuoli dispersi, svolgendo le funzioni originarie di orfanotrofio. Da principio ospitante solo maschi, è aperto alle donne solo dal 1890.
  • Torino: il Giuseppe Verdi. Ha lo stesso nome del conservatorio di Milano, ma una storia completamente diversa, essendo molto più recente di quello lombardo. Si caratterizza per una bellissima sala concerti, purtroppo andata distrutta negli anni Ottanta del ventesimo secolo per un incendio: solo da pochi anni è di nuovo aperta per esibizioni.

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