Conservatori: la loro storia

palazzo-dei-conservatoriInnanzitutto, cosa sono i conservatori? La domanda non deve sembrare banale: si pensi a un giovane cittadino di Roma, confuso dalla presenza contemporanea in città di un Conservatorio di Santa Cecilia, una Accademia di Santa Cecilia e un Palazzo dei Conservatori. Come fare a raccapezzarsi?

Con l’aiuto di questo sito, ovviamente! Nel caso della Capitale, i tre esempi citati sono tutti riferiti a istituzioni diverse, con una che addirittura non fa parte del mondo della musica, né insegnata né eseguita (Palazzo dei Conservatori è nella struttura del Campidoglio e dei Musei Capitolini!).

Per tornare invece all’oggetto di questa indagine, un conservatorio è una scuola di musica paragonabile per complessità delle materie apprese a una facoltà universitaria. Gli studenti iscritti frequentano un anno accademico proprio come in qualunque altro corso di laurea, e possono – una volta completati gli studi – uscirne come musicisti, come cantanti, come direttori d’orchestra, come tecnici del suono, come compositori.

La storia di queste istituzioni è antichissima ed è figlia di una decisione politica e amministrativa che, come accennato nelle precedenti pagine del sito, precede la nascita della nazione italiana: dovendo garantire l’educazione a un numero altissimo di orfani, nascono già nel Medioevo delle strutture dove i bambini venivano “conservati”, appunto, e dove venivano loro insegnate diverse professioni (a tutt’oggi col nome Conservatorio si indica, solo in Toscana, il luogo dove ragazze povere potevano imparare a leggere e scrivere). Oltre a lavorare il legno, dipingere, cucire, a questi giovanissimi veniva insegnata la scrittura e la composizione musicale, e ovviamente a suonare strumenti come il liuto, la viola da gamba, il flauto.

Con il passare dei secoli questi luoghi del sapere hanno iniziato a ospitare non solo piccoli trovatelli, ma anche persone più grandi. In più, la loro offerta didattica è andata concentrandosi solo sulla musica già a partire dal Sedicesimo secolo. I conservatori assumeranno la loro attuale identità a partire dal Diciannovesimo secolo, quando passeranno sotto l’amministrazione del Regno d’Italia, passando a essere gestiti come facoltà universitarie, uniformando un vuoto normativo, solo nel 1999: in alcuni casi, secoli dopo essere stati fondati!

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