Cosa si studia in un conservatorio

main-qimg-b04d9b6c89fc2d0673bc08a425e7820f-cPer chi ha familiarità con i licei cosiddetti musicali, lo studio in un conservatorio va immaginato come la naturale prosecuzione di quel percorso: si “abbandonano” le materie consuete come l’italiano, la matematica, la biologia o il latino e si inseriscono approfondimenti relativi a vari ambiti della musica. In realtà al conservatorio possono accedere anche ragazzi e ragazze molto più piccoli: per esempio, l’età minima per studiare uno strumento come il violino è di solito fissata intorno ai 9 anni (ogni struttura può avere delle sue regole specifiche). Naturalmente questi prodigi della musica devono avere degli attestati comprovanti la loro abilità, e in ogni caso ogni studente è tenuto a superare delle prove di ingresso. Proprio come i quiz all’università!

Per chi si immatricola, i cosiddetti corsi di base comprendono, oltre allo studio specifico dello strumento scelto, anche corsi di pianoforte complementare (sempre presente a meno che il proprio strumento non sia appunto quello), storia della musica, armonia, storia ed estetica musicale, informatica musicale, solfeggio, teoria musicale, dettato ritmico. A seconda dello strumento o dell’indirizzo scelto, ci sono materie da studiare anche per dieci anni: direzione d’orchestra, per esempio, o composizione. Ci sono poi corsi obbligatori a seconda dello strumento che si sa già suonare e si vuole approfondire: musica da camera, lettura della partitura, prove orchestrali, per citarne alcuni.

Ogni allievo è tenuto a compilare un piano di studi quando si iscrive, e per evitare confusioni, questo può essere stilato con l’aiuto di un tutor, presente al Conservatorio, che aiuterà identificando dove si è esagerato – se fosse questo il caso – cercando di “raddrizzare la barra” e di conseguenza fornendo a ogni studente un progetto didattico equilibrato.

Va anche detto che ogni conservatorio funziona esattamente come una facoltà universitaria, quindi permette sia il conseguimento di una laurea di primo livello che magistrale: per questo, più si prosegue nello studio del proprio strumento più aumentano i corsi e la loro difficoltà.

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